Si potrebbero dire molte cose sull’elezione di Carmelo Pace al vertice della Democrazia Cristiana.

Che è capogruppo del drappo-crociato all’Assemblea Regionale Siciliana e lo sta guidando con perizia in un momento non facile per la politica, per la vita delle famiglia e per la Dc sempre un sensibile sismografo delle esigenze popolari, che è stato da poco eletto sindaco di Ribera col 55% dei consensi ed ha portato la Dc a raggiungere il 25%, che è stato eletto da un Consiglio Nazionale mai così partecipato convincendo tutti i presenti della bontà del percorso immaginato per il Partito.

Ma noi vogliamo sottolineare un altro aspetto.

Carmelo Pace è il primo Segretario ascrivibile alla Quinta Generazione Dc.

La prima era quella degli ex popolari capaci di riattivare il partito nel 1943, nei giorni delle bombe a San Lorenzo e delle Fosse Ardeatine, la seconda era quella di e Gasperi e di quanti condivisero l’esperienza di governo centrista, la terza era quella di Moro, Fanfani ed Andreotti, i giovani dell’era degasperiana, i professorini, la quarta quella di Forlani e De Mita e della diaspora, all’apice del potere e nella polvere di tangentopoli e della dissoluzione sperata ma non riuscita, la quinta è quella che si colloca tra i cinquanta-sessantenni di oggi, seguita da una sesta che sta emergendo con credibilità e vigore.

La Dc, grazie a lui ed a loro, e non al potere ed alle polemiche, non finirà all’alba del ventunesimo secolo.

Questa è la straordinaria spinta che porta tutti i democratici-cristiani torinesi e piemontesi a salutare con speranza la nuova segreteria.

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